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Vincenzo Barbagallo
lunedì 13 maggio 2013 - 12:51 (1319 letture)
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L'appuntamento è per domani alle ore 20 in piazza Duomo.
Stavolta non c'è nulla da festeggiare. Non ci saranno passerelle di giocatori o di presidenti acclamati dalla gente. Stavolta i tifosi si mobilitano per chiedere che si tuteli ad ogni costo il nome dell'intera città di Acireale. Le magagne dell'attuale presidente Palella non sembrano essere finite, anzi si è assistito in questi giorni a mirabolanti comunicati nei quali si annunciano importanti ingressi societari, perciò è necessario manifestare qual è la posizione della tifoseria, organizzata e non.
Nel comunicato che il gruppo ultras "Passione&Mentalità" ha diffuso in questi giorni per annunciare la manifestazione si legge che "come ce lo siamo tirati dentro, adesso tutti, anche quelli che si nascondono, devono prendersi le proprie responsabilità e allontanarlo da un qualcosa che non gli appartiene ! noi la faccia l'abbiamo sempre messa ma non basta! da soli possiamo ben poco e il diniego ad utilizzare il Tupparello corrisponde ad uno sfratto che l'amministrazione comunale ha il dovere di compiere".
Il messaggio è chiarissimo: la società presieduta da Palella non può più avere aperture di credito da parte di nessuno. I famigerati "FATTI" non sono arrivati, la possibilità che arrivino è remota e bisogna dare un segnale forte a chi è interessato a ricominciare a far calcio ad Acireale (magari con un'altra società o un altro titolo) che non troveranno le porte chiuse, ma un clima di collaborazione, purchè abbia un progetto serio, affidabile e possibilmente duraturo. E dato che la convenzione Acireale Calcio-Comune è in scadenza, l'invito a non concedere più l'uso della struttura alla società di Palella è ben più di uno sfratto: si vuole cambiare pagina, scrivere una nuova storia.
Il punto di non ritorno è stato toccato ampiamente, le mani si sono bruciate nel tentativo disperato di aggrapparsi ad illusioni irrealizzabili, adesso occorre più concretezza che poesia. Per i più romantici questo è un passo epocale: purtroppo le condizioni del calcio dilettantistico impongono queste decisioni radicali. Si deve ripartire con una certezza: la "maglia" e la storia risiedono nella passione di tutti noi acesi : la dote da non disperdere è questa.
ACIREALE NON MUORE MAI!


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